Poeti_controguerre6: un attraversamento poetico e civile
(Perdonate il post un po' lungo, non si può essere sempre brevi quando si attraversano certe profondità....)
Cosa ci lascia davvero un evento?
Non è mai solo ciò che vediamo o ascoltiamo. È ciò che ci attraversa.
Ogni incontro, quando è autentico, ci restituisce una parte di noi che non sapevamo di avere, una sensazione di pienezza, di verità, di pace. Ma anche qualcosa di più sottile: una presa di coscienza dell’io che nasce dal contatto con gli altri, dalla sintonia dei cuori sensibili allo stesso tema.
Un evento non è mai solo un luogo o un’ora, è un campo energetico.
È lì che si generano idee che ne chiamano altre, intuizioni che aprono varchi, pensieri che si trasformano in visioni.
È un parto continuo, ciò che nasce non è mai uguale a ciò che era entrato.
A #poeticontroguerre6 questo processo è stato radicale.
Siamo entrati nella profondità del testo su #Gaza con una tale intensità da uscirne quasi devastati.
Per un attimo non eravamo più noi, eravamo la ferita che si apriva, la memoria che chiedeva di essere detta.
Eravamo dentro la storia, dentro la sofferenza, dentro la verità nuda di un popolo. 🌹
Qualcosa si sposta, qualcosa si rompe, qualcosa si illumina.
🙏 Ringrazio singolarmente ogni persona intervenuta: il pubblico, gli amici poeti, gli artisti tutti.
Siete stati meravigliosi. ❤️
E ringraziamo Dio di vivere in questo paese, dove possiamo ancora incontrarci, ascoltare, condividere e dare voce a ciò che chiede umanità.
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